Ciao, sono Daniela
Sono formatrice in informatica di base ed il mio scopo è facilitare l’uso dell’informatica nella vita di tutti i giorni.


Il mio percorso
Hai presente quei vecchi telefoni con i numeri che tornavano indietro?
Beh, sono nata proprio in quell’epoca.
Nonostante appartenga all’epoca dei “dinosauri”, a vent’anni non avrei mai immaginato che il mio primo mestiere sarebbe stato quello di programmatrice per ben dieci anni a Torino.
Poi mi sono trasferita a Ginevra, dove vivo tuttora.
Da anni mi occupo di formazione d’informatica di base e di inclusione digitale.
Ho avuto la fortuna di insegnare informatica a persone di tante nazionalità e culture diverse affinché potessero utilizzare le funzioni essenziali per poter sopravvivere in questo mondo ipertecnologico.
Perché questo blog?
Oggi, sempre di più nella vita di tutti i giorni, è richiesto l’uso di un computer o di uno smartphone.
Avverto spesso nelle persone della mia età e più, un senso di disagio nei confronti del mondo digitale.
Hai già sentito un senso di quasi panico quando ricevi un documento via e-mail e devi restituirlo firmato sempre via e-mail?
Ti sei già sentita frustrata nel tentativo di entrare nel sito dell’INPS o dell’ASL con lo SPID?
Hai già provato un senso di disagio quando al ristorante al posto del menù ti presentano il QR Code?
E così spesso cerchi l’aiuto dei figli, dei nipoti o del vicino di casa, i quali trafficano velocemente con il tuo smartphone o il tuo computer e, ahimè, la frustrazione aumenta.
Eppure sei una persona intelligente, che ama aggiornarsi, imparare cose nuove, insomma sei in gamba, non è giusto sentirsi così.
Pensa come potrebbe essere ancora più ricca la tua vita se potessi accedere più facilmente e autonomamente a tanti servizi digitali, per esempio ascoltando i podcast, scaricando e-book, prenotando un viaggio.
Mi sono proposta in questo blog di contribuire non solo a non fare sentire escluso chi, proprio come me, non è cresciuta con lo smartphone, ma ad utilizzare l’informatica come mezzo per allargare i propri orizzonti.
Vorrei incoraggiare a non rifiutare la tecnologia, ma al contrario a cercare i lati vantaggiosi mettendo a disposizione la mia esperienza di formatrice.
